Tifo Story
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Le origini del tifo
I primi ricordi di una tifoseria organizzata a Castellaneta risalgono alla fine degli anni ’60, sulla scia dei primi movimenti ultras attivi nelle grandi città italiane. Certo i ragazzi attivi in quegli anni erano lontani dall’idea che abbiamo oggi del panorama ultrà: si limitavano a cori sporadici e a tamburi improvvisati su bidoni, ma non facevano mancare il loro apporto alla locale squadra di calcio. Memorabile ed impresso nella memoria di tutti i Castellanetani di quella generazione, il vittorioso spareggio contro il Monopoli del 1968, per accedere al campionato di Promozione, allora V serie nazionale. Spareggio che registrò il trionfo sul neutro di Brindisi, grazie alla “monetina”, poiché allora dopo i tempi supplementari non erano previsti i calci di rigore, ma appunto l’uso della monetina.
Tralasciando un decennio che non registra grosse novità, saltiamo al 1984, quando si ricordano numerosi tifosi che seguono le sorti del basket locale con bandiere e tamburi ma senza nessun striscione. Il fenomeno ultrà, con tanto di striscioni e tifoseria organizzata, si sviluppa pienamente nel 1986, quando un gruppo di ragazzi sotto il nome di Sconvolts, seguivano le sorti dell’Armemo Basket. Ogni domenica in cui l’Armemo giocava in casa, sulle storiche mattonelle di Via delle Spinelle, era una domenica di festa, con bandiere, torce e tamburi. Successivamente la squadra dovette emigrare nel palazzetto di Mottola, ed i ragazzi furono costretti a molti sacrifici pur di non far sentire la mancanza del 6° uomo in campo. Nacquero così dalla fusione di Gioventù Sballata e Sconvolts i : South Boys, il Gruppo Rasta e il mitico Erotic Group. Una curiosità, lo striscione South Boys veniva portato spesso anche nella nord dello Jacovone, allora stadio Salinella di Taranto.

originiI primi ricordi di una tifoseria organizzata a Castellaneta risalgono alla fine degli anni ’60, sulla scia dei primi movimenti ultras attivi nelle grandi città italiane. Certo i ragazzi attivi in quegli anni erano lontani dall’idea che abbiamo oggi del panorama ultrà: si limitavano a cori sporadici e a tamburi improvvisati su bidoni, ma non facevano mancare il loro apporto alla locale squadra di calcio.

Memorabile ed impresso nella memoria di tutti i Castellanetani di quella generazione, il vittorioso spareggio contro il Monopoli del 1968, per accedere al campionato di Promozione, allora V serie nazionale. Spareggio che registrò il trionfo sul neutro di Brindisi, grazie alla “monetina”, poiché allora dopo i  tempi supplementari non erano previsti i calci di rigore, ma appunto l’uso della monetina.
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La nascita di Azione Sudista
Ci si apprestava a vivere i mondiali di Mexico ’86 ed è questo periodo che sancisce la nascita di AZIONE SUDISTA. Il primo striscione, che non molti ricordano, era con scritta nera bordata di rosso su sfondo bianco. I South Boys continuavano a seguire le sorti del Basket Castellaneta, ma in una partita, in cui il palazzetto Mottolese si allagò, lo striscione venne usato per asciugare il pavimento, pur di disputare la partita, e il gruppo scomparve per sempre. Tra le trasferte più importanti di quegli anni, segnaliamo quella di Taranto contro la Ricciardi, dove colorammo di biancorosso lo spicchio di tribuna riservatoci. A fine gara si registrarono incidenti, fortunatamente senza feriti.
Il primo gruppo organizzato con tesseramento fu l’Armemo Front, risalente sempre alla metà degli anni ’80. Erano tempi in cui il fenomeno ultrà non era ancora in fase di boom ed era quindi difficile stampare sciarpe e altro materiale.
Intanto il Castellaneta Calcio viveva anni ai vertici dei campionati che disputava ed aveva un grosso seguito di pubblico. Decidemmo di andare ad incitare la squadra e con l’aiuto dell’Hornies Gang preparammo una magnifica coreografia per la festa di promozione in I categoria nel 1991.

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Ci si apprestava a vivere i mondiali di Mexico ’86 ed è questo periodo che sancisce la nascita di AZIONE SUDISTA. Il primo striscione, che non molti ricordano, era con scritta nera bordata di rosso su sfondo bianco.

Ma andiamo con ordine: a quel tempo, le partite del  Castellaneta Calcio venivano seguite  direttamente dal solaio della scuola media F.Surico e fu proprio lì che Cristian, Paolo, Fabio e non per ultimo Francesco A. cominciarono a dar vita ai primi sventolii di bandiere, rulli di tamburi e lanci di coriandoli verso quel campo e quei ragazzi che non facevano altro che correre dietro un pallone e regalare emozioni.

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Gli indimenticabili anni '90
Passiamo ai primissimi anni ’90, quandi i Bull Dogs, gruppo di nuova costituzione, e Azione Sudista stamparono le prime sciarpe. Nel 1992/93 il direttivo dell’Azione decise di far esordire nel derby contro il Laterza il nuovo striscione (rosso con scritta bianca). Fu usata la stessa vernice per dipingere la bara in cartone usata nella coreografia che molti ancora ricordano. Quello stesso striscione è usato ancora oggi, sebbene in alcuni momenti non è stato presente, quando fu sostituito per essere appeso in sede o assente per contestazione, vedi finale play-off contro il Melfi del 2000. Ritornando ai Bull Dogs, questi nacquero il 30 settembre 1991 grazie alla fusione di South Boys e Rasta. Per quegli anni, segnaliamo su tutti, i derbies contro i “coreani” del Laterza e le coreografie realizzate in occasione degli incontri sia interni che esterni, con i laertini rimasti a bocca aperta. I Bull Dogs resistono per qualche anno e poi si sciolgono, la loro ultima apparizione è datata 5 novembre 1995, in occasione di una gara interna del Castellaneta contro il Melfi di basket.

as_campoNei primissimi anni '90, i Bull Dogs, gruppo di nuova costituzione e Azione Sudista stamparono le prime sciarpe. Nel 1992/93 il direttivo dell’Azione decise di far esordire nel derby contro il Laterza il nuovo striscione (rosso con scritta bianca). Fu usata la stessa vernice per dipingere la bara in cartone usata nella coreografia che molti ancora ricordano. Quello stesso è stato usato fino a poco tempo fa, sebbene in alcuni periodi venne appeso in sede o fu assente per contestazione (vedi finale play-off contro il Melfi del 2000).

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Gli anni 2000

palatifo_2000Nei primi anni del nuovo millennio, per incomprensioni con l’allora dirigenza della società calcistica, Azione Sudista fece mancare il suo apporto allo stadio De Bellis concentrando gli sforzi al palazzetto, ribattezzato dai mass-media “PalaTifo”, proprio per il calore dei suoi ultras. Ogni domenica “la nostra casa” si dimostrava una bolgia infernale e, grazie ad un incitamente continuo, il PalaTifo diveniva per la stragrande maggioranza delle partite fortino inespugnabile. Memorabili le sfide col Martina, sia in casa che in trasferta e l’esodo a Castellana per gli spareggi di accesso alla C1 contro Assi Brindisi e Assi Trani.

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I giorni nostri

giorninostriDalle ceneri della S.S.Basket Castellaneta nacque nel 2005 la Valentino Basket frutto della passione e dall’entusiasmo di 40 soci fondatori per la pallacanestro e la propria terra. Agonisticamente parlando il Castellaneta dovette partire però dall’ultimissima serie (la Promozione) per tentare la scalata verso posti più idonei al suo blasone.

La partenza fu schiacciante con il torneo di Promozione vinto senza nemmeno perdere una gara in tutta la stagione e Azione Sudista si presentò sin dalle prime battute al fianco della propria squadra del cuore (durante la prima gara casalinga infatti fu esposto uno striscione che recitava “la nostra fede non conosce categorie”). Da notare la finalissima Play Off – gara 2 – a Crispiano dove si registrò un’incredibile invasione di ultras al seguito della squadra.

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